Opinioni diverse riguardanti il Covid

Il 21 aprile 2020, rispondendo ad una richiesta di una paziente, elencavo una serie di farmaci verosimilmente utili per il trattamento palliativo del coronavirus. Oggi, con l’introduzione dei vaccini, la situazione è radicalmente diversa. Tuttavia, tenuto conto che in un anno abbiamo avuto tre varianti maggiori, si deve ritenere che la terapia vaccinica potrebbe diminuire l’efficacia per l’apparire di varianti più resistenti. Quindi, ritorna di attualità l’eventuale utilizzazione di schemi terapeutici che abbiano lo scopo di rinforzare le difese dell’organismo.

I meccanismi di contrasto alla diffusione del virus sono l’abbattimento della carica virale, possibile con diverse metodiche, e di nuovo il rafforzamento delle difese immunitarie dei pazienti con terapie e, l’aggiunta dei farmici che avevo già indicato, potrebbero giovarsi di sostante utilizzate e conosciute da millenni, come ad esempio la artemisia e l’incenso (Boswelia). 

Quindi, bisogna ben tener presente, nell’organizzazione di schemi di prevenzione eventuale, di sostante facilmente reperibili e poco costose, prive di effetti collaterali e conosciute utilizzate da tempo. E’ appunto chiaro che un farmaco con attività specifica antivirale, un vaccino che copra la popolazione in una percentuale molto elevata restano le strade da seguire in prima istanza.

Non va dimenticato che ogni farmaco, compresa l’aspirina, ha sempre fenomeni secondari possibili, in alcuni casi anche letali. Non va dimenticato tuttavia che ci sono schemi secondari che potrebbero rivelarsi molto utili per la mutazione del virus diventassero molto frequenti. Una della conseguenze potrebbe essere il costo elevato della terapia con trasferimento all’industria farmaceutica di capitali ingenti sottratte ai bilanci dello Stato.

È chiaro infatti che una virosi attuale va vista in un’ottica globale che comprende nella stragrande maggioranza dei casi popolazioni con scarse o nulle capacità economiche. Augurandomi che il discorso possa chiudersi con i vaccini in produzione resto del parere che un rinforzo immunitario in via preventiva sia utile e raccomandabile.

Non dobbiamo dimenticare che nell’ultimo secolo abbiamo avuto numerosi malattie ad estensione globale (spagnola, hiv, ebola, colera, tifo ecc.). Appare inutile e dannosa la volgarizzazione soprattutto televisiva di questi argomenti. Abbiamo tutti presente le manifestazioni pseudo scientifiche giornaliere di presentatrici anche bellocce contornate da opportune personalità della gerontocrazia itinerante.

Personalmente mi metto a disposizione dei dirigenti di AstraZeneca per una somministrazione volontaria del vaccino allo scopo di studiare gli effetti sulla coagulazione. L’età avanzata, e le conseguenti patologie associate mi rendono sicuramente soggetto esemplare per lo studio di eventuali effetti trombo fisici. A questo punto si rende indispensabile una ristrutturazione profonda del nostro sistema sanitario che non deve essere di responsabilità politica ma di competenza medico sanitaria.