Possibile schema terapeutico per le complicazioni da Covid19

Ricevo da Anna Margherita Ogier la seguente richiesta “In questi giorni di quarantena e di isolamento, ma anche di paura, di incertezza e di grande confusione, sai quante volte, Paolo Pontiggia, ho pensato a mio fratello!
Tu ematologo ed oncologo, Claudio ematologo, immunologo ed oncologo, il professor Peter Reizenstein, direttore della Ematologia Clinica al Karolinska Hospital di Stoccolma, formavate un team eccezionale e chissà che cosa avreste potuto fare se foste, oggi, ancora insieme!
Sei rimasto solo tu. Ma poiché Claudio ti definiva un eccellente clinico, ti chiedo: “Che suggerimenti avresti tu da dare per trattare questa nuova malattia causata dal virus Covid 19?”

Rispondo ad una vecchia amica.
Cara Anna mi hai fatto ricordare il lungo ed intenso lavoro fatto con Peter e Claudio inframmezzato da passeggiate sulle Alpi italo-svizzere o da scorribande nell’arcipelago di Stoccolma e da lunghi periodi passati insieme a Parigi e negli Stati Uniti.
Non sono un infettivologo ma da vecchio medico (ero soprannominato da Claudio “il maestro”) mi permetto di dire come mi comporterei in una situazione come quella attuale in attesa di avere un farmaco specifico o un vaccino efficace.

I farmaci utilizzabili sono:
1- ANTINFIAMMATORI generici, tipo CORTISONICI (ad es. DELTACORTENE da 5/25 mg die).
2- Il dimenticato e a torto trascurato CHININO SOLFATO (1 o 2 cps ogni 8 ore per 10 gg) che è stato sempre utilissimo in corso di malaria o di altre affezioni simili;
3- Un inibitore del rilascio di CITOCHINE PROFLOGISTICHE, ad es. la ben conosciuta CLOROCHINA utilizzata da quarant’anni nel trattamento dell’artrite reumatoide;
4- Il classico inibitore della DIC, EPARINA CALCICA, 4.000 U.I. due volte die;
5- Stimolanti immunitari di derivazione batterica come ad es BUCCALIN o BRONCHO-VAXOM o IMMUNO-STIM.

Sono tutti farmaci conosciuti da anni, di costo contenuto e di scarsi effetti collaterali.
Uno schema del genere potrebbe essere eseguito e controllato da qualsiasi medico.
Non conosco bene il virus, causa dell’attuale flagello, ma penso che le localizzazioni polmonari frequenti in questa malattia potrebbero essere testate con l’uso di IPERTERMIA LOCOREGIONALE a RADIOFREQUENZE.
Ti ringrazio perché mi hai dato l’occasione di ricordare Claudio e Peter, amici ma soprattutto fratelli
La loro scomparsa è stata per me un dispiacere irrimediabile.
Ti saluto caramente.

Paolo