Paolo Pontiggia, il calore combatte il cancro

Esce per i tipi dell’Editoriale di Como un nuovo libro di Paolo Pontiggia , oncologo, ematologo che per molti anni ha fatto parte di un gruppo di scienziati-amici (alcuni candidati per il Nobel per la medicina) che hanno lavorato in stretto contatto tra loro e con i maggiori gruppi di ricerca europei, americani, giapponesi, facendo nascere – tra l’altro – una nuova disciplina scientifica, l’immunologia clinica.

I nomi di molti di loro (Georges Mathé, Hugh Fudemberg, Michael Chirigos, Claudio Ogier, Harry Le Veen, Peter Reizenstein) sono ricordati nei trattati universitari; e certamente il loro impegno ha contribuito ai numerosi e indiscutibili “passi avanti” fatti dalla medicina negli ultimi settant’anni, in particolare nella terapia dei tumori.

ioniere dell’ipertermia, una delle metodiche di attacco a quello che nel 2000 fu definito il “male del secolo”, il professor Paolo Pontiggia, che per i suoi studi e per i successi ottenuti con la terapia del calore ha avuto elogi perfino dal Karolinska Institute (l’organismo che assegna i premi Nobel), ha pubblicato con l’Editoriale di Como Calore e immunità. Una terapia non tossica dei tumori è possibile: un libro di divulgazione scientifica che con parole semplici spiega concetti molto complessi: le ragioni per cui un cancro nasce e si sviluppa; perché le cure possono dare, in casi che si direbbero di analoga gravità, risultati totalmente differenti; quali “accorgimenti” si possono mettere in atto per tenere lontano, o almeno a bada, l’ospite sgradito che s’è inserito nella nostra casa, l’involucro che chiamiamo corpo. La gente, oggi, annullati (o quasi) certi tabù. vuol sapere, conoscere la verità. O le verità.

Perché le reazioni alla malattia tumorale sono molto diversificate; come, del resto, le terapie che i differenti tipi di tumore contrastano. Trent’anni fa parlare di tumore (salvo che in ambito ospedaliero) era impossibile; chi si ammalava di cancro non era soltanto uno sfortunato: era uno colpito, potremmo dire, da una maledizione. Il termine “cancro” non era pronunciabile e scriverlo era vietato; quando proprio era indispensabile farne la citazione era “la malattia incurabile” o “Il male che non perdona”.

Da un bel po’ di tempo, di cancro e di tumore si può parlare senza imbarazzo. Il cancro, oggi, ancora “non perdona” in senso assoluto, perché dal cancro in realtà non si guarisce mai: l’odioso ospite messo KO può infatti restare a lungo “dormiente”, annidato da qualche parte e risvegliarsi aggressivo all’improvviso.

Ma da parecchi anni si riesce per tempo a snidarlo, o a ridurne almeno la virulenza, tanto che col cancro si può anche convivere, e per niente male, come dimostrano le interviste (della giornalista Adele Ferrari) – rigorosamente veritiere e verificabili – riportare nel libro. Sono interviste a pazienti che al cancro hanno dato battaglia. Parecchi di loro hanno temuto di essere ormai sul punto di perdere la partita. Invece, grazie all’ipertermia, a battere in ritirata è stato il tumore, magari a distanza di tempo ripresentatosi innescando altri tenzoni, e di nuovo, sempre con l’ipertermia e con sostanze stimolanti il sistema immunitario, costretto a recedere.

A proposito dell’ipertermia, la più valida (a giudizio di esperti) tra le terapie adiuvanti, è importante sottolineare che mentre terapie tradizionali e consolidate come la chemioterapia o la radioterapia sono universalmente accettate, nonostante i pesanti (ancor oggi) effetti collaterali, l’ipertermia, che effetti collaterali non ne dà – e sulla quale il professor Pontiggia potrà fornire le più ampie delucidazioni – è ancora (non sempre in buonafede) in buona parte ignorata o avversata anche da specialisti di valore.

 

Calore e Immunità


Fonte: Corriere di Como